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Voglio andare down under. Cioè, giù di sotto. Anche se, a mio modesto parere, sarebbe più corretto dire upside down, cioè sottosopra. Parliamo, ovviamente, dell’Australia. Io e mia moglie ci siamo dati una scadenza per prendere quella che potrebbe essere la decisione più importante per il futuro. Abbandonare tutto e tutti, amici, parenti, la casa dove sono cresciuti i nostri figli e il Paese dove siamo nati. Non è facile. Ma a volte nella vita dobbiamo prendere delle decisioni scomode. Possiamo parlare chiaro senza scandalizzarci e senza timore di essere smentiti: in questo Paese non c’è più futuro. Non ci continua a leggere

Ad astra

Non trovo mai niente. Conosco però un sacco di persone che, a sentirle, riescono sempre a trovare qualche cosa. Un telefonino, 50 euro, documenti, computer, chiavi, tablet, gioielli, zaini, portafogli e tutto un bazar di cose che la gente, distrattamente, perde. Non entro nel merito del “cerco il proprietario o me lo tengo”. Non serve. Dopotutto siamo italiani. Queste persone che vivono la loro vita a testa bassa si considerano fortunate perché trovano sempre qualcosa. Io no. Ma non perché sono sfortunato. Semplicemente, sono abituato a guardare in alto. Mi capita spesso di stare di notte all’aperto a guardare le continua a leggere