Da Mint a TUXEDO OS: perché ho cambiato distro e perché non tornerei indietro
Per anni Linux Mint è stata, per me, una delle distribuzioni Linux più convincenti. Semplice, stabile, familiare e soprattutto capace di fare una cosa che considero fondamentale in un sistema operativo: lasciarmi lavorare senza costringermi a diventare amministratore di sistema ogni volta che volevo fare qualcosa.
Poi, però, è arrivato il momento di cambiare, e vi spiego il perché.
Il passaggio da Linux Mint a TUXEDO OS non è stato dettato dalla voglia di provare “l’ennesima distribuzione Linux”. Al contrario: a partire dalla mia prima installazione di Linux (Slackware, 1993, 11 floppy disks) ho passato troppi anni a cambiare desktop, kernel, repository e distribuzioni, e cercavo qualcosa di più equilibrato. Un sistema che mantenesse la solidità della base Ubuntu/Debian, ma che fosse più moderno, più vicino all’hardware e soprattutto più integrato con il computer che utilizzo.
Ed è proprio qui che TUXEDO OS, almeno nella mia esperienza, ha iniziato a fare la differenza.
Mint mi aveva dato stabilità. TUXEDO mi dà integrazione
Linux Mint continua a essere una distribuzione eccellente. Il suo grande pregio è proprio quello di essere relativamente conservativa: prende Ubuntu come base e costruisce un ambiente molto coerente e semplice da utilizzare.
Ma questa filosofia ha anche un rovescio della medaglia.
Quando si utilizza hardware molto recente, soprattutto se si vuole sfruttare una versione aggiornata di KDE Plasma, Mesa, PipeWire, kernel e altri componenti fondamentali del desktop, una distribuzione più conservativa può iniziare a sembrare un po’ troppo prudente.
TUXEDO OS nasce invece con un obiettivo diverso: non essere semplicemente “un’altra distribuzione basata su Ubuntu”, ma costruire un sistema operativo più strettamente integrato con l’hardware e con un desktop moderno.
TUXEDO descrive infatti il proprio sistema come un sistema operativo “su misura” per il proprio hardware (e che hardware!), con kernel modificato, componenti ottimizzati e driver integrati. (tuxedocomputers.com)
Ed è questa, probabilmente, la differenza più importante che ho percepito nonostante il mio PC non sia uno prodotto da loro ma assemblato da me con una filosofia all-in su AMD.
Per essere più precisi: Ryzen9 9950X3D (16c/32t), Radeon RX9070 XT 16GB, una motherboard con chipset X870E e 32 GB di RAM DDR5 6000 mt/s CL30.
KDE Plasma cambia completamente l’esperienza
Il secondo motivo per cui ho preferito TUXEDO OS è KDE Plasma.
Non si tratta semplicemente di una questione estetica. Plasma è un ambiente estremamente configurabile e permette di modificare praticamente ogni aspetto dell’interfaccia: pannelli, widget, desktop virtuali, icone, temi, effetti, comportamento delle finestre e molto altro.
Linux Mint, con Cinnamon, punta maggiormente sulla familiarità, in particolare per chi viene da Windows e conta di trovare le cose al “solito posto”.
TUXEDO OS, con Plasma, punta sulla libertà.
Per me la differenza è diventata evidente soprattutto quando ho iniziato a configurare il sistema secondo le mie esigenze. Con Plasma posso costruirmi un desktop che non sia semplicemente “quello deciso dagli sviluppatori”, ma esattamente quello che voglio io.
Ed è significativo che la stessa TUXEDO indichi proprio la configurabilità di Plasma come uno dei motivi principali della scelta di KDE.
Un sistema più aggiornato dove serve
Un altro vantaggio che ho notato rispetto a Mint è la filosofia degli aggiornamenti.
TUXEDO OS non segue semplicemente il pacchetto software della base Ubuntu in modo passivo. La distribuzione mantiene aggiornati alcuni componenti importanti, tra cui KDE e diversi elementi dello stack grafico e multimediale.
TUXEDO spiega che componenti come Mesa e PipeWire vengono mantenuti aggiornati nei propri repository e che il kernel viene mantenuto vicino al mainline, anche se ad essere onesto io non utilizzo il kernel stock TUXEDO ma Xanmod. Gli aggiornamenti vengono inoltre sottoposti a un processo di test prima della distribuzione, mentre gli aggiornamenti di sicurezza seguono un ciclo più rapido.
Questa combinazione mi piace particolarmente: non significa semplicemente “avere sempre l’ultima versione di tutto”, ma cercare un compromesso tra stabilità e modernità.
Ed è proprio quello che cercavo.
Il vero vantaggio: TUXEDO conosce il suo hardware
Qui, secondo me, TUXEDO ha un vantaggio difficilmente replicabile da una distribuzione generalista.
Linux Mint deve cercare di funzionare bene su una quantità enorme di computer diversi.
TUXEDO, invece, sviluppa hardware e software contemporaneamente quindi deve necessariamente supportare hardware recente.
Questo significa che kernel, driver, gestione energetica e altri componenti possono essere testati direttamente sulle macchine TUXEDO. La stessa azienda sottolinea proprio questo aspetto: TUXEDO OS viene sviluppato e testato sull’hardware per il quale è principalmente progettato.
E c’è un’altra cosa che considero importante: TUXEDO mette a disposizione strumenti specifici come TUXEDO Tomte, che può controllare automaticamente la presenza di driver, kernel e componenti necessari.
In pratica, non mi trovo più davanti a un computer Linux generico al quale devo adattare manualmente il sistema operativo.
Ho un sistema operativo che cerca di adattarsi al computer.
E per chi usa una GPU AMD?
Questo aspetto per me è particolarmente interessante.
Con hardware AMD moderno, la parte grafica di Linux è diventata molto sofisticata: kernel, Mesa, firmware, Vulkan, ROCm, PipeWire e altri componenti devono lavorare insieme.
Una distribuzione troppo conservativa può funzionare perfettamente, ma può anche costringermi a intervenire manualmente per ottenere il massimo dall’hardware più recente.
Tanto per fare un esempio, con Mint il mio PC non ne voleva sapere di entrare in standby per via di una qualche implementazione ACPI non molto recente.
TUXEDO ha invece una politica esplicita di aggiornamento dei componenti che considera particolarmente importanti per il proprio hardware, compreso lo stack grafico.
Questo non significa che TUXEDO OS renda automaticamente compatibile qualsiasi hardware moderno. Ma significa che la distribuzione nasce con una mentalità molto più vicina a quella che serve a chi utilizza hardware recente.
Un altro aspetto che ho apprezzato: niente dipendenza obbligatoria da Snap
Un dettaglio che può sembrare secondario, ma che per me non lo è.
TUXEDO OS non utilizza il formato Snap di Canonical e non installa snapd di default, come parte della propria strategia software e, per esempio, fornisce Firefox nel tradizionale formato Debian. Per chi preferisce avere il controllo sui pacchetti installati, questa è una differenza importante.
Non è una questione di dire che Snap sia “male” (è il male) e .deb sia “bene” (è il bene) in assoluto. È semplicemente una questione di filosofia: preferisco sapere esattamente quale tecnologia sto utilizzando e poter scegliere quando utilizzare Flatpak, .deb o altri formati.
TUXEDO OS mi lascia questa libertà.
Il gaming è un altro punto a favore
Anche sul fronte gaming ho trovato TUXEDO OS particolarmente interessante. La distribuzione mantiene nel proprio ecosistema anche software destinato al gaming, come Lutris e Heroic Games Launcher.
Naturalmente non esiste una distribuzione Linux che trasformi magicamente ogni gioco Windows in un gioco nativo Linux (grazie Proton!). Il vantaggio è piuttosto avere una base moderna e un sistema nel quale kernel, driver grafici, Mesa e componenti del desktop non siano necessariamente troppo arretrati rispetto all’hardware.
Per chi come me utilizza Steam, Proton, Heroic, Lutris e simili, è un aspetto tutt’altro che marginale.
Mint resta più semplice?
Sì. E lo dico senza problemi: Linux Mint rimane probabilmente una delle distribuzioni che consiglierei a chi, magari proveniente da un altro sistema operativo, vuole installare Linux e semplicemente utilizzarlo. La sua forza è proprio questa.
TUXEDO OS, invece, mi sembra più adatto a chi vuole qualcosa di maggiormente configurabile e aggiornato, senza però rinunciare a una base Ubuntu e a un’esperienza relativamente semplice.
In altre parole, non considero TUXEDO OS “migliore di Mint” in assoluto. Lo considero più adatto alle mie esigenze.
Il passaggio non è stato indolore
Naturalmente non è stato tutto perfetto.
Quando si cambia distribuzione, soprattutto dopo aver utilizzato per molto tempo lo stesso sistema, emergono inevitabilmente problemi.
Nel mio caso ho dovuto sistemare diverse cose: configurazioni, applicazioni, Flatpak, giochi, Samba, periferiche e alcuni programmi che su Mint funzionavano diversamente. Ho anche incontrato problemi specifici che hanno richiesto un po’ di lavoro manuale.
Ma, paradossalmente, proprio questi problemi mi hanno permesso di capire meglio la differenza tra le due filosofie: Mint mi dava un sistema molto generalista e prevedibile, TUXEDO mi offre un sistema più orientato al mio modo di utilizzare Linux e al mio hardware.
E poi c’è Arch: l’altra faccia della medaglia
La mia esperienza con Linux non si ferma a TUXEDO OS. Su un altro PC utilizzo infatti anche Arch Linux, e non è una scelta casuale: rappresenta praticamente la filosofia opposta rispetto a quella di TUXEDO OS. Se TUXEDO cerca di offrirmi un sistema già integrato, ragionevolmente pronto all’uso e pensato per ridurre al minimo il lavoro necessario per ottenere un ambiente completo, Arch parte dall’idea esattamente contraria: sei tu a costruire il sistema, pezzo dopo pezzo.
Ed è proprio questo contrasto che trovo estremamente interessante. Con Arch sono costretto a capire molto più a fondo ciò che normalmente, su una distribuzione più “user friendly”, rimane nascosto: come vengono organizzati i servizi, come funziona il boot, quali pacchetti servono realmente, come interagiscono kernel, driver e ambiente grafico, come vengono gestiti i repository e cosa succede dietro le quinte quando qualcosa non funziona. Non sempre è comodo, e qualche volta significa perdere parecchio tempo per risolvere un problema che su TUXEDO OS probabilmente non avrei nemmeno incontrato. Ma è proprio questo il punto.
Utilizzo quindi TUXEDO OS e Arch Linux non perché non riesca a scegliere tra due distribuzioni, ma perché voglio conoscere entrambi i mondi. Da una parte c’è la filosofia Ubuntu/TUXEDO, orientata all’integrazione, alla praticità e a un sistema pronto per essere utilizzato; dall’altra c’è la filosofia Arch, che privilegia controllo, trasparenza, personalizzazione e apprendimento. Avere entrambe le esperienze mi permette di capire meglio cosa accade realmente sotto il cofano di Linux e, soprattutto, di non diventare dipendente da una sola filosofia. Quando qualcosa non funziona su TUXEDO, spesso posso affrontare il problema con una maggiore consapevolezza proprio grazie a ciò che ho imparato su Arch; allo stesso tempo, quando su Arch mi trovo a passare ore dietro a una configurazione, apprezzo ancora di più la comodità di avere TUXEDO OS sull’altro computer.
In definitiva, per me le due distribuzioni non sono concorrenti: sono due laboratori diversi. Una mi permette di avere un sistema potente e moderno con cui lavorare e giocare tutti i giorni; l’altra mi obbliga a mettere le mani dentro Linux e a capire come funziona davvero. Ed è proprio questa contrapposizione che mi sta permettendo di imparare più cose possibile sul mondo Linux, osservandolo da due prospettive quasi opposte.
E oggi quale sceglierei?
Dopo aver fatto il passaggio, tornare indietro a Mint non mi sembra più particolarmente interessante.
Non perché Mint sia diventata improvvisamente una cattiva distribuzione. Tutt’altro. Continua ad essere usato su altri PC nella mia rete, quello di mia moglie, o di mia madre settantacinquenne, giusto per far capire quanto possa essere semplice utilizzarlo.
Semplicemente, oggi preferisco un ambiente KDE Plasma molto più configurabile, un sistema maggiormente orientato all’hardware moderno, componenti aggiornati più rapidamente quando servono e una maggiore integrazione degli strumenti TUXEDO.
È soprattutto la sensazione generale a essere cambiata: con Mint avevo la sensazione di utilizzare Linux su un computer invece con TUXEDO OS ho la sensazione di utilizzare un computer progettato per funzionare bene con Linux.
E per me questa è una differenza fondamentale.
Una scelta che oggi rifarei
Se dovessi riassumere il passaggio in una frase, direi questa:
Linux Mint è stata la distribuzione che mi ha insegnato ad apprezzare la semplicità di Linux; TUXEDO OS è quella che mi sta facendo apprezzare quanto Linux possa essere potente quando software e hardware vengono pensati insieme.
Non è una bocciatura di Mint.
È, piuttosto, l’evoluzione delle mie esigenze.
E considerando quanto tempo passo a configurare, utilizzare e modificare il mio sistema Linux, oggi preferisco avere KDE Plasma, un’infrastruttura più orientata all’hardware moderno e gli strumenti specifici di TUXEDO piuttosto che la maggiore conservatività di Mint.
C’è però una considerazione importante da fare nel 2026: TUXEDO ha annunciato che TUXEDO OS abbandonerà Ubuntu come base per passare a Debian Testing. La versione Ubuntu 24.04 esistente viene considerata “TUXEDO OS Legacy” e continuerà a essere supportata; TUXEDO prevede inoltre aggiornamenti di sicurezza dei componenti fondamentali fino al 2029 e un percorso di transizione verso Kubuntu 26.04.
È quindi un momento di cambiamento anche per TUXEDO.
Ma, almeno per la mia esperienza, la filosofia di fondo rimane quella che mi ha convinto a fare il salto: un Linux moderno, configurabile e soprattutto pensato per funzionare bene sull’hardware reale che ho davanti.
E dopo il passaggio da Mint a TUXEDO OS, è proprio questo che considero il suo vantaggio più grande.