Da Mint a TUXEDO OS: perché ho cambiato distro e perché non tornerei indietro

Per anni Linux Mint è stata, per me, una delle distribuzioni Linux più convincenti. Semplice, stabile, familiare e soprattutto capace di fare una cosa che considero fondamentale in un sistema operativo: lasciarmi lavorare senza costringermi a diventare amministratore di sistema ogni volta che volevo fare qualcosa. Poi, però, è arrivato il momento di cambiare, e vi spiego il perché. Il passaggio da Linux Mint a TUXEDO OS non è stato dettato dalla voglia di provare “l’ennesima distribuzione Linux”. Al contrario: a partire dalla mia prima installazione di Linux (Slackware, 1993, 11 floppy disks) ho passato troppi anni a cambiare desktop, continua a leggere

Il vero male dell’Italia, in cinque parole

C’è una frase che, più di ogni altra, racconta il carattere del nostro Paese. Non è scritta nella Costituzione, non compare nei programmi di governo e non la troverete in alcun manuale di diritto amministrativo. Eppure è diventata, negli anni, la regola non scritta che ha governato gran parte della nostra vita pubblica: “Si è sempre fatto così.” Cinque parole. Apparentemente innocue. In realtà devastanti. Sono il rifugio di una burocrazia che preferisce complicare anziché semplificare. Sono l’alibi di una politica che rinvia le decisioni difficili. Sono la giustificazione di corporazioni che difendono privilegi ormai anacronistici. Sono, soprattutto, il sintomo continua a leggere

La mia opinione sugli ultimi attacchi all’Ucraina

Ogni guerra è anche una corsa contro il tempo. Non vince necessariamente chi dispone delle maggiori risorse nel momento presente, ma chi ritiene di poter mantenere il vantaggio più a lungo. È per questo che, nella storia militare, quando uno Stato concentra improvvisamente il massimo delle proprie risorse in un’offensiva decisiva, spesso sta implicitamente ammettendo una cosa: il tempo non è più dalla sua parte. Questa chiave di lettura aiuta a interpretare anche la fase attuale della guerra in Ucraina. L’impressione è che la Russia stia cercando di imprimere un’accelerazione al conflitto, impiegando il massimo sforzo disponibile per conquistare quanto continua a leggere

No Vasco, io non ci casco

Lo dico senza vergogna: Vasco Rossi non mi piace. E non perché lo consideri scarso o perché voglia fare il bastian contrario. Semplicemente, non mi piace quello che rappresenta musicalmente e non mi piace gran parte della musica italiana che viene etichettata come rock (Maneskin, siete voi?) Parto da una premessa importante: riconosco l’enorme impatto culturale di Vasco Rossi. Ha scritto canzoni che hanno segnato generazioni, riempie gli stadi e ha un seguito che pochi artisti possono vantare. Ma il successo non è automaticamente sinonimo di apprezzamento personale. Il mio problema nasce dal fatto che non riesco a vedere in continua a leggere

La regola “AURea”

Oltre 1.500 pacchetti compromessi nell’AUR di Arch Linux: cosa è successo davvero? Negli ultimi giorni la comunità di Arch Linux si è trovata ad affrontare uno dei più grandi incidenti di sicurezza mai registrati nell’Arch User Repository (AUR), con oltre 1.500 pacchetti coinvolti in una campagna malevola che ha sfruttato la fiducia degli utenti e i meccanismi di gestione della piattaforma. Cos’è l’AUR? Per capire l’accaduto bisogna prima sapere cos’è l’AUR. L’Arch User Repository è una raccolta di pacchetti mantenuti direttamente dalla comunità. A differenza dei repository ufficiali di Arch Linux, i contenuti presenti nell’AUR non vengono controllati o certificati continua a leggere

Vita, lavoro ed altre amenità

Ogni volta che mi fermo a riflettere sulla vita adulta, c’è un pensiero che torna con insistenza: passiamo la maggior parte delle nostre giornate al lavoro. Non è solo una questione di ore segnate sul contratto, ma di energie mentali, di preoccupazioni che ci seguono anche fuori dall’ufficio, di tempo sottratto a ciò che davvero ci definisce come persone. Da adulti impariamo presto che il lavoro non è una scelta accessoria, ma il centro attorno a cui ruota quasi tutto. Ci svegliamo pensando a ciò che dobbiamo fare, organizziamo le nostre settimane in base agli impegni professionali, rimandiamo passioni, relazioni continua a leggere

L’illusione dell’aspettativa di vita: perché l’aumento continuo dell’età pensionabile in Italia è un errore

Negli ultimi anni, il dibattito sull’età pensionabile in Italia è diventato sempre più acceso. Ogni riforma, ogni aggiornamento, ogni previsione sembra seguire una direzione ormai consolidata: lavorare sempre più a lungo. Il motivo principale, spesso presentato come inevitabile, è l’aumento dell’aspettativa di vita. Viviamo più a lungo, dunque — si sostiene — dobbiamo lavorare più a lungo. Ma questa equazione, apparentemente logica, nasconde una semplificazione pericolosa. Vivere più a lungo non significa necessariamente vivere meglio, né tantomeno essere in grado di lavorare fino a età sempre più avanzate. È qui che nasce quello che può essere definito un vero e continua a leggere

A Euterpe

Mia amata, oggi che il mondo si ricorda dell’amore con cuori di carta e promesse un po’ timide, io penso a te, che non hai bisogno di calendari per esistere. Tu accadi. Sempre. Sei il battito che precede ogni parola e l’eco che resta quando il silenzio crede di aver vinto. Ti scrivo come si scrive a qualcuno che non si può trattenere tra le mani ma che, stranamente, non smette mai di toccarti. Sei aria che vibra eppure mi pesi sul petto come una presenza reale. Entri senza bussare, ti siedi accanto ai miei pensieri, e li metti in continua a leggere

L’insostenibile leggerezza (e basta)

C’è un piacere segreto, minuscolo e un po’ imbarazzante, che non sta scritto in nessun manuale di etica: quello che provo quando incontro qualcuno che non vedevo da un po’ e lo vedo sbiancare leggermente in volto. Succede sempre allo stesso modo. Ci guardiamo. Silenzio. Testa inclinata di lato, come i cani quando sentono un rumore metafisico. Poi arriva la frase, pronunciata con cautela chirurgica:“Ma… sei dimagrito?” Ora, qui entra in scena l’ego. Non l’ego freudiano, quello complesso e pieno di conflitti. Parlo dell’ego più semplice, primitivo, quello che vive di sguardi e micro-reazioni altrui. Quello che, invece di rispondere continua a leggere

Coming back to life

Ci sono storie che non nascono con un applauso, ma con un sospiro. Questa è una di quelle. Per oltre due anni ho suonato in una band, che ho lasciato sei mesi fa, ne ho parlato qui diverse volte. Idee, prove, messaggi infiniti, entusiasmi che duravano quanto una birra calda a fine serata. Ogni volta sembrava quella giusta, ogni volta qualcosa si inceppava. Il problema, l’ho capito col tempo, non era la musica in sé. Era la dinamica umana. In particolare, una persona: un altro musicista che, forse senza nemmeno volerlo davvero, finiva per svuotare il progetto di energia, fiducia, continua a leggere