Che palle.
Sono diventato un orologio rotto. E no, non quello che almeno due volte al giorno segna l’ora giusta, no: il mio sembra fermo del tutto, incastrato in un eterno “adesso” che non passa mai. Dopo l’intervento chirurgico mi è toccato il ritiro spirituale coatto: casa mia è diventata una piccola clinica, ma senza la parte glamour dei camici e delle serie tv. Il tempo qui ha idee tutte sue. I minuti si atteggiano a ore e le ore… beh, quelle sono universi paralleli in cui si perde la memoria di chi eri prima di sdraiarti sul divano. Ho iniziato ad continua a leggere