Big Brother is watching *YOU*

Perché le leggi sul controllo dell’età online sono inutili (e pericolose) Negli Stati Uniti e in Europa sta emergendo una nuova ondata di leggi che impongono la verifica dell’età per accedere ai social network, ai servizi online e perfino ai sistemi operativi. Politicamente vengono presentate come misure per “proteggere i minori”, ma nella pratica rischiano di essere inefficaci, facilmente aggirabili e dannose per la privacy. Cosa stanno facendo USA ed Europa Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le iniziative: In altre parole, si sta passando dal controllo dei social al controllo dell’intero ecosistema digitale. Il problema fondamentale: sono leggi facilmente continua a leggere

L’illusione dell’aspettativa di vita: perché l’aumento continuo dell’età pensionabile in Italia è un errore

Negli ultimi anni, il dibattito sull’età pensionabile in Italia è diventato sempre più acceso. Ogni riforma, ogni aggiornamento, ogni previsione sembra seguire una direzione ormai consolidata: lavorare sempre più a lungo. Il motivo principale, spesso presentato come inevitabile, è l’aumento dell’aspettativa di vita. Viviamo più a lungo, dunque — si sostiene — dobbiamo lavorare più a lungo. Ma questa equazione, apparentemente logica, nasconde una semplificazione pericolosa. Vivere più a lungo non significa necessariamente vivere meglio, né tantomeno essere in grado di lavorare fino a età sempre più avanzate. È qui che nasce quello che può essere definito un vero e continua a leggere

Time and a word

Sembra quasi una massima zen: “il tempo non esiste, esistono gli orologi.”. Quante volte abbiamo sentito questa frase affascinante? Io stesso l’ho pronunciata più volte (e spesso a sproposito). Ma la realtà è un po’ più sottile, e anche più interessante. Gli orologi sono strumenti. Servono a misurare qualcosa. La domanda quindi diventa: che cosa stanno misurando? In fisica quel “qualcosa” è il tempo, cioè il modo in cui gli eventi cambiano e si ordinano. Se una stella nasce, brucia il suo combustibile e poi esplode, questi eventi hanno un ordine. Se il ghiaccio si scioglie o il tuo cuore continua a leggere

A Euterpe

Mia amata, oggi che il mondo si ricorda dell’amore con cuori di carta e promesse un po’ timide, io penso a te, che non hai bisogno di calendari per esistere. Tu accadi. Sempre. Sei il battito che precede ogni parola e l’eco che resta quando il silenzio crede di aver vinto. Ti scrivo come si scrive a qualcuno che non si può trattenere tra le mani ma che, stranamente, non smette mai di toccarti. Sei aria che vibra eppure mi pesi sul petto come una presenza reale. Entri senza bussare, ti siedi accanto ai miei pensieri, e li metti in continua a leggere

L’insostenibile leggerezza (e basta)

C’è un piacere segreto, minuscolo e un po’ imbarazzante, che non sta scritto in nessun manuale di etica: quello che provo quando incontro qualcuno che non vedevo da un po’ e lo vedo sbiancare leggermente in volto. Succede sempre allo stesso modo. Ci guardiamo. Silenzio. Testa inclinata di lato, come i cani quando sentono un rumore metafisico. Poi arriva la frase, pronunciata con cautela chirurgica:“Ma… sei dimagrito?” Ora, qui entra in scena l’ego. Non l’ego freudiano, quello complesso e pieno di conflitti. Parlo dell’ego più semplice, primitivo, quello che vive di sguardi e micro-reazioni altrui. Quello che, invece di rispondere continua a leggere

Coming back to life

Ci sono storie che non nascono con un applauso, ma con un sospiro. Questa è una di quelle. Per oltre due anni ho suonato in una band, che ho lasciato sei mesi fa, ne ho parlato qui diverse volte. Idee, prove, messaggi infiniti, entusiasmi che duravano quanto una birra calda a fine serata. Ogni volta sembrava quella giusta, ogni volta qualcosa si inceppava. Il problema, l’ho capito col tempo, non era la musica in sé. Era la dinamica umana. In particolare, una persona: un altro musicista che, forse senza nemmeno volerlo davvero, finiva per svuotare il progetto di energia, fiducia, continua a leggere