Processo al dissenso

La tolleranza repressiva (v. Repressive Tolerance, H. Marcuse, 1964) è una delle forme più insidiose di controllo del pensiero: non vieta necessariamente le opinioni contrarie, ma le delegittima fino a renderle socialmente inaccettabili. Il dissenso rimane formalmente libero, mentre chi lo esprime viene isolato, screditato o trasformato in un nemico morale. È un meccanismo che si può osservare anche in una parte della sinistra contemporanea, quando il confronto politico viene sostituito dall’accusa di fascismo. Chi contesta determinate politiche, mette in discussione certe ideologie o rifiuta specifici diktat culturali rischia di essere etichettato come reazionario, intollerante o fascista, senza che le continua a leggere